Il calore delle valvole

By Stefano Fiorelli | Musica

Dopo aver parlato di chitarre per due puntate è arrivato il momento di aprire una grande parentesi sull’altra faccia del pianeta sei corde, l’amplificazione.

Per un chitarrista è ugualmente importante la scelta dello strumento quanto quella dell’amplificatore poichè è in grado di influenzare notevolmente il suono della chitarra. Indovinate un po’ chi ha inventato il primo amplificatore, ovviamente a valvole perchè era l’unica tecnologia disponibile all’epoca? Il buon vecchio leo fender, un personaggio che già conosciamo bene perchè ci ha regalato la stratocaster e la telecaster.

Siamo sempre negli anni 50 e nelle ballroom il rock’n’roll va fortissimo, le chitarre e i bassi sono attaccati agli stessi amplificatori Fender. Si tratta di cabinet di legno con una parte elettrica e uno o due altoparlanti, ricoperto da una tela giallastra molto resistente che nell’ambiente si chiama tweed. La tecnologia dell’amplificazione era agli albori e questi ampli utilizzano le stesse valvole utilizzate per altri apparecchi come radio e televisione.

Amplificatore Fender Bassman.Il primo modello si chiama Fender Bassman e ha due ingressi, uno per basso e uno per chitarra e visto il successo riscosso, pochi anni dopo il Bassman era già accompagnato dal Champ, suo fratello minnore dal Twin, suo fratello maggiore. A titolo di cronaca: il Twin anni 50 è considerato oggi il miglior amplificatore per chitarra mai esistito, e questo grazie alla generosità del buon Leo, che utilizza solo i migliori condensatori e trasformatori in commercio e li assembla personalmente nel suo laboratorio. Una decina di anni dopo, la CBS comprerà la Fender e questa qualità andrà a farsi benedire, ma questa è un’altra storia. Che suono caratterizza gli amplificartori Fender? Beh qualsiasi chitarrista vi risponderà: “il pulito!”, cioè il suono della chitarra senza distorsione, o per lo meno con una distorsione leggera, detta “crunch” e magari un po’ di riverbero.

Amplificatore Marshall.Abbandoniamo il pianeta Fender e ci trasferiamo dall’altra parte dell’oceano, dove un mediocre batterista, Jim Marshall, il cui cognome a molti suonerà familiare, nel 1960 inizia a costruire casse per amplificatori e di fatto si inventa il “testata e cassa” come lo intendiamo oggi. Stimolato dai chitarristi Inglesi che chiedono sempre più volume, nel 1962 costruisce il suo primo prototipo, un 50 watt e subito dopo un 100 watt. Jim si basa sul circuito del Fender Bassman, apporta delle piccole modifiche e utilizza un tipo diverso di valvole, le KT66.

Il risultato è che i suoi amplificatori hanno più botta e volume rispetto ai fender e nonstante vengano ampiamente usati durante gli anni 60 conosceranno il loro momento di maggior splendore dagli anni 70 in avanti, quando il Rock diventa prima Hard Rock e poi Heavy Metal e servono amplificatori che spostino sempre più aria. Jim Marshall separa la parte elettronica dagli altoparlanti, costruendo amplificatori in due pezzi separati, la testata con dentro i componenti e le vavole e la cassa, un pezzo a parte con dentro i coni. Questo consente non solo di poter scegliere la configurazione di coni che più ci piace, ma collegando più casse in serie il suono della chitarra risulta sempre piiù simile ad un jet in decollo. Il modello Marshall “1959”, il 100 watt bicanale, forse il Marshall più usato in assoluto, lo troviamo sui palchi di quasi tutte le band anni 70 e 80, Led Zeppelin, Deep Purple, Hendrix, Ac Dc, Iron maiden, Metallica e potrei davvero continuare in eterno.Accoppiata particolarmente riuscita e funzionante è Gibson Les Paul + Marshall.

Amplificatore x chitarra elettrica Orange.Torniamo in Inghilterra. Sul finire degli anni 60 a Londra nasce una piccola fabbrica con rivendita a Soho che coistruisce buffi amplificatori squadrati e arancioni, la Orange. Questi amps caratterizzeranno un altro tipico sound anni 70, quello dei Black Sabbath, più cupo e potente di quello dell altre band Hard Rock, spianerà la strada ai pionieri del metal qualche anno più tardi. La pesante cassa in legno di betulla e la nuova circuitazione conferiscono a questi amplificatori una sonorità particolare, che unita al look un po kitsch li rende immediatamente riconoscibili. Dopo aver avuto un periodo di crisi negli annni 80, quando la Marshall era talmente potente da essere riuscita ad azzerare le vendite della concorrente, la Orange vede di nuovo un periodo di splendore a parire dalla seconda metà degli anni 90, quando sempre più chitarristi cominciano ad usare gli amplificatori arancioni, vuoi per un ritorno alle sonorità anni 70 vuoi per un fatto puramente estetico. La Orange si ributta sul mercato con discreto successo. Oggi, insieme alla Mesa Boogie, la quarta grande casa costruttrice, Fender, Marshall e Orange si spartiscono quasi equamente il mercato.

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One Response to Il calore delle valvole

  1. Umberto Capelli says:

    L’articolo è molto approssimativo: l’inventore dell’amplificatore per chitarra non è Leo Fender ma, già negli anni anni ’30 Les Paul e il suo team. Inoltre i primi ampli Fender non sono i tweed, e quindi non il bassman, ma negli anni ’40 i “cubi” con il famoso logo FENDER maiusculo. Per favore, un po’ di attenzione quando scrivete!

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