Delbono. Dare l’esempio, un valore al tramonto

By Pereira | Politica

Flavio Delbono.Qualche giorno fa pensavo che un tempo c’erano figure che erano dei veri miti per i loro coevi, ammirati da tutti per il loro valore e l’onestà specchiata e presi unanimemente ad esempio.
Oggi, complice la civiltà dei media è molto più difficile il crearsi di queste figure, ma non mi interessa indagarne ora i motivi.
E’ che mi sembra si sia perduta l’idea del dare l’esempio come strumento alto di convivenza e di insegnamento ai più piccoli. Non dico che non ci siano genitori che si misurano con questo tema, dico solo è un valore fuori moda, di cui non si sente mai parlare e che non avverto nel comportamento di molti personaggi pubblici, a partire dai politici. Non ho mai l’impressione che una domanda profonda, un pudore li spinga a chiedersi: che esempio sto dando?
Ecco perché credo che la vicenda Delbono meriti una riflessione che va molto al di là della dimensione bolognese raggiungendo un orizzonte nazionale.
Delbono come amministratore ha sbagliato. Però devo dire che le sue successive dimissioni gli valgono un grande rispetto da parte mia.
Ha dato un buon esempio. Una cosa rara, quasi unica.
Bisogna riconoscergli che se non per i suoi errori, almeno con le pronte dimissioni egli ha dato una lezione a moltissimi italiani, soprattutto politici.
In primo luogo a Silvio Berlusconi e ai suoi elettori-tifosi.
Grazie Delbono. Chissà se ciò servirà a qualcosa di più di una strumentalizzazione politica.

Con rispetto

Pereira

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About The Author

Pereira
Della prima parte della mia vita, molti di voi già sapranno grazie ad Antonio Tabucchi, della seconda invece pochi sanno. Per carità, non che ci sia molto da dire ma visto che i ragazzi della redazione insistono... Venni qui dopo un lungo peregrinare da un paese all’altro, fuggendo da quel paese senza libertà che era diventato il mio paese, il Portogallo, negli anni ‘30. Arrivai subito dopo la guerra e mi trovai così bene da decidere di rimanere. La gente allora era accogliente, nel paese si respirava – grazie al clima di dopoguerra – una voglia straordinaria di fare, di ricostruire e anche io diedi il contributo. Oggi si direbbe che lo diedi da “straniero”, da “migrante”. Ma ero poi così straniero, cioè “estraneo” a questo paese? forse no, visto che sono ancora qui e considero questo paese come l’altra mia patria. Vedi anche questo post

8 Responses to Delbono. Dare l’esempio, un valore al tramonto

  1. Jacopo Nacci says:

    E’ uno scherzo?

  2. emanuele says:

    Credo che dietro l’apparenza di un gesto nobile, come lo sono le dimissioni del Sindaco di Bologna, ci sia il solito squallido teatrino della politica italiana: primo perchè lo stesso ex Sindaco ha inizialmente manifestato la volonta, in una conferenza stampa veramente poco dignitosa, di non volersi dimettere neppure dietro una richiesta di rinvio a giudizio da parte della procura, secondo perchè solo in un secondo momento,dopo essere stato a colloquio con il suo mentore Prodi ed il missionario Errani, mandato direttamente dal segretario PD a verificare il problema, ha rassegnato le tanto pubblicizzate dimissioni dietro espressa richiesta dei due leader emiliani. Io non ci vedo in tutto questo alcun buon esempio nè lezioni per alcuno. Senza contare poi che l’eventuale uso di soldi pubblici al solo fine di soddisfare per se e compagne varie i propri svaghi, non è semplicemente catalogabile come sbaglio.
    Tutto ciò detto da un iscritto al PD.

    Con rispetto, Emanuele.

  3. NO-r-WAY says:

    Io concordo con quanto detto da Emanuele e francamente non mi sento di ringraziare Delbono per le sue dimissioni, per me era doveroso che si dimettesse, ci mancherebbe altro. Altro discorso poi è dire che, visti i tempi e il comportamento di altri amministratori politici che non si sono dimessi quando invece sarebbe stato opportuno lo avessero fatto, ecco in questo scenario il gesto di Delbono e del Pd (che secondo me ha preteso le sue dimissioni) posso dire che è apprezzabile.

  4. Non conosco la vicenda a fondo, ma mi sento di appoggiare il commento pacato di No-r-WAY…
    e aggiungo che questo argomento, quello del “buon esempio”, colonna portante a mio giudizio di un paese per poter crescere e migliorare, è la cosa che più ci manca in questo momento…e lo dico con molta amarezza…un popolo, qualunque esso sia, che non ha modelli di riferimento sani, è un popolo allo sbando…non fraintendetemi, non faccio la moralista, dico solo che sarebbe bello avere dei personaggi di spicco soprattutto in ambito politico a cui ispirarsi, su cui poter davvero contare…che continuamente, con il loro operato, dessero il buon esempio a lavoratori, studiosi, famiglie, ai giovani, ecc…
    e qui gioca un grosso ruolo anche il silenzio dei cosiddetti intellettuali…che raramente fanno sentire la loro voce…non ci aiutano più a ricordare i valori da seguire per crescere come esseri umani, per progredire come civiltà…
    scusatemi, sarà anche colpa dell’ora tarda se sono colta da un po’ di pessimismo…

  5. Pereira Pereira says:

    Caro Emanuele, rispondo a Lei e al Suo garbo in rappresentanza di tutti quelli che hanno gentilmente (chi più chi meno) raccolto la mia provocazione.
    Lei è pronto come vice Pereira!
    Infatti la prima versione del mio articolo era in tutto simile al suo intervento, anche nelle parole usate. Ma quando stavo per pubblicare ho pensato che rischiava di diventare la solita cosa che ci diciamo tra onesti e ho voluto indagare quella che percepivo COMUNQUE come una DIFFERENZA. Non nel disprezzo delle regole che porta al reato – in ogni caso da giudicare in tribunale – ma nel gesto delle DIMISSIONI. Concordo con i motivi che stanno dietro e non hanno niente di nobile ma la realtà dice che Delbono quel gesto LO HA FATTO e Berlusconi per fatti ancora più gravi, no. Ecco, volevo portare un piccolo contributo a vedere che se il gesto delle dimissioni diventasse un esempio più seguito forse si potrebbe generare una riflessione nella classe politica a proposito della velenosa disinvoltura con cui gestisce le risorse pubbliche.
    Capisco perciò il Suo conflitto di iscritto al PD. Infatti uno dei motivi per cui io non mi potrei iscrivere a quel partito è proprio l’inesistente peso che vi ricopre la questione morale, pieno com’è di centinaia di sindaci delboni… sono le cinzie (intese come persone che denunciano) che mancano…
    Con ossequio e gratitudine
    Suo Pereira

  6. Jacopo Nacci says:

    @Barbara,
    hai ragione sul silenzio degli intellettuali, ma gli intellettuali non stanno in silenzio: piuttosto sono silenziati.
    I grandi media preferiscono i “cosiddetti intellettuali”: i Morelli, i Severino, i Galimberti e compagnia (i quali, purtroppo, parlano eccome).
    Gli intellettuali discutono sul web e pubblicano libri, ma difficilmente tv e giornali li vanno a cercare, e non credo dipenda da loro, ma dall’opposizione dei mass media a ogni discorso che superi in complessità gli slogan e i talk-show.

  7. andrea zucchi says:

    Secondo me tutti questi discorsi sono frutto della trappola e dell’anomalia italiana, intesa come presidente del consiglio, classe politica tutta, ed elettori, non per ultimi. Il livello culturale è drasticamente sceso, e con esso la consapevolezza civica. L’italiano vuole Berlusconi, colui che fa quello che gli pare. La maggioranza degli italiani crede che Berlusconi sia una vittima, o non gliene importa delle sue vicende, purchè faccia. Se non si cambiano gli italiani (quelli che se possono evadono comunque le tasse, che sia anche solo il bollo del motorino…o che si rompono le scatole a differenziare i rifiuti…), la classe politica sarà sempre questa. Il fatto è che per cambiare, servirebbe un lavoro culturale, ma la (NON)cultura oggi passa dalla tv per il 90% delle persone…E questa è in mano a chi..? Circolo vizioso chiuso, anomalia servita. Con la colpa di (quasi)tutti.

  8. Jacopo Nacci says:

    Zucchi assessore all’antropologia.

    (e aggiungo: quelli che votano Berlusconi GRAZIE alle sue vicende giudiziarie).

    Con un’aggravante enorme per il PD: l’ipocrisia.
    Siamo arrivati al punto che basta dimettersi, e non per pentimento, non per senso morale, ma come linea di partito, una pura demarcazione.
    Le dimissioni come tratto distintivo della sinistra, il peggio del peggio: il legalismo senza morale. La Costituzione risolve i problemi, risolve anche gli uomini, evidentemente.
    Siamo arrivati al punto che la presunzione di superiorità morale permette ai pdini di tutt’Italia di comportarsi come i forzisti, stesse conventicole, stesse occupazioni coatte, stesse esclusioni immeritocratiche, stessi metodi di reclutamento, ma ecco: ora hanno trovato l’incarnazione della superiorità morale, la dimostrazione della sua esistenza, la prova ontologica di Sant’Anselmo: le dimissioni (ta-dàaa!).

    X: – E però è un fatto: quella testa è effettivamente saltata.
    Y: – Pure il governo ogni tanto sbatte in galera un mafioso.

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