Berretti in testa, biglietti in mano. Gita in barca sul Patagonia adventure express. Entrate, c’è posto un po’ per tutti. Italiani da spiaggia, francesi di montagna, tedeschi da viaggio al centro della terra… alla vostra sinistra, alla vostra destra… cormorani che non volano, leoni marini che non salutano, me puede tirar una foto por favor, grazie prego buonanotte… ultimo giro, ultimo ballo, mare calmo tira garbino prossima fermata bagni paradiso, lettini , ombrelloni, bomboloni, le spalmo della crema solare? Ushuaia fine del mondo, mondo visione, tutti in posa per un click..
Non esiste luogo al mondo che valga la pena di esser visto se…
makINg China | Segnali dalla Terra di Mezzo
Oggi alle ore 11,00 con replica alle 22,00
Middle China Girl
è un’anima divisa perfettamente in due, metà Cina e metà Italia.
Rappresenta un ponte fra due culture e un’occasione per noi italiani
di conoscere meglio aspetti e curiosità di un paese da cui dipende tanto della nostra vita di occidentali, ma a distanza di secoli da Marco Polo e Matteo Ricci rappresenta ancora, per noi,
un pianeta sconosciuto.
Antonio Tabucchi, così l’Italia è diventata il mio grande rimorso Repubblica — 27 gennaio 2010
Andrà in scena a Roma l’ esordio letterario di Antonio Tabucchi, una “favola popolare in tre tempi”, come lo scrittore volle chiamare Piazza d’ Italia. In quel primo romanzo pubblicato alla metà degli anni Settanta c’ è tutto il Tabucchi successivo, cantastorie in un paese senza memoria. C’ è la sua ossessione per il tempo, soprattutto il “corpo a corpo” con la vicenda nazionale italiana, luttuosae grottesca insieme, sciagurata e grandiosa. Vi si narrano le storie d’ una famiglia toscana di garibaldini, anarchici e poi comunisti, tutti ribelli condannati alla sconfitta. continua la lettura »
Dopo aver parlato di chitarre per due puntate è arrivato il momento di aprire una grande parentesi sull’altra faccia del pianeta sei corde, l’amplificazione.
Per un chitarrista è ugualmente importante la scelta dello strumento quanto quella dell’amplificatore poichè è in grado di influenzare notevolmente il suono della chitarra. Indovinate un po’ chi ha inventato il primo amplificatore, ovviamente a valvole perchè era l’unica tecnologia disponibile all’epoca? Il buon vecchio leo fender, un personaggio che già conosciamo bene perchè ci ha regalato la stratocaster e la telecaster. continua la lettura »
Qualche giorno fa pensavo che un tempo c’erano figure che erano dei veri miti per i loro coevi, ammirati da tutti per il loro valore e l’onestà specchiata e presi unanimemente ad esempio.
Oggi, complice la civiltà dei media è molto più difficile il crearsi di queste figure, ma non mi interessa indagarne ora i motivi.
E’ che mi sembra si sia perduta l’idea del dare l’esempio come strumento alto di convivenza e di insegnamento ai più piccoli. Non dico che non ci siano genitori che si misurano con questo tema, dico solo è un valore fuori moda, di cui non si sente mai parlare e che non avverto nel comportamento di molti personaggi pubblici, a partire dai politici. Non ho mai l’impressione che una domanda profonda, un pudore li spinga a chiedersi: che esempio sto dando? continua la lettura »
Cari compagni di viaggio, ben trovati, siete pronti?!
Qui su Goethe 2001, andremo tutti insieme alla ricerca di quei luoghi perduti, o dimenticati che dir si voglia, di cui questo nostro mondo è così ricco. L’idea è quella di riprendere, più di 200 anni dopo, il viaggio del nostro ideale ed illustre predecessore, Johann Wolfgang Von Goethe, l’uomo universale, il cui spirito magari ci seguirà pure, negli angoli più nobili ma meno noti di questa terra del sole e della luna. continua la lettura »
Salvate il piccolo libraio Repubblica — 11 settembre 2009
A Cagliari quest’inverno crollò il Bastione. I clienti della libreria di piazza Costituzione trovarono la notifica di fallimento appiccicata sulla saracinesca. Poche ore dopo però il triste foglio non era più solo: bigliettini d’ addio e straziante rimpianto, pagine strappate da libri, un’ amara citazione da Fahrenheit 451. Commovente. Infatti qualcuno si commosse: una cordata di librai sardi rilevò l’ azienda. Il Bastione ha riaperto. Piccolo happy end in un mare di lutti e di reincarnazioni. Le librerie indipendenti chiudono una a una o cambiano forma. Sgocciolano via le botteghe della lettura, scompaiono i dettaglianti della cultura, gli ecologici difensori della “bibliodiversità”. Gli ultimi dodici mesi sono passati come i lanciafiamme del romanzo di Bradbury sui piccoli negozi di carta stampata, senza distinzione tra blasonate e anonime, antiche e recenti, metropolitane o provinciali. continua la lettura »
Perché le coincidenze mi hanno portato a passare davanti a quel muro proprio stamattina? Chi ha scritto quella frase evocando la bibbia e quando? Voleva aiutarmi o suggestionarmi o offrirmi una chiave interpretativa delle dimissioni di Delbono?
Scusate a volte il sangue non irrora più il cervello come un tempo…
si, vorrei parlare di Delbono e della questione morale a sinistra, ma per farlo a modo mio vi devo prima parlare del senso della vergogna degli italiani.
E’ un grave errore leggere la politica solo come confronto di parti avverse con diverse (?) proposte per il governo del paese.
Qui bisogna prima parlare degli italiani e del fatto che il senso della vergogna non è più un valore per molti di essi. continua la lettura »
Alcuni cittadini ci scrivono una lettera sottoscritta da firme, volentieri pubblichiamo, apprezzando l’allargamento della riflessione. Chi vorrà sottoscrivere potrà aprire un commento e lasciare il suo nome e cognome. Redazione Radio Pereira
Difendiamo le piccole librerie. O la città?
Firma, se sei d’accordo.
Siamo un gruppo di cittadini che guardano senza simpatia all’apertura della venticinquesima libreria Coop in Italia, a Pesaro.
Vorremmo sensibilizzare tutti a sostegno delle librerie storiche pesaresi che rappresentano un patrimonio culturale, di relazioni. continua la lettura »
Caldo da ciabatte, tanto per chiarirci.
Maledetto il giorno in cui si mascherano tutti, si, ma sto in disparte. Osservo chi suona, il ritmo emergente, la popolazione indigena come lo concepisce e mette in atto: come si muove all’ascolto.
Ma qua non fai in tempo ad esibirti, parti subito prevenuto ma vieni sommerso dall’entusiasmo e non puoi rifiutarti di mettere il tuo vagone il fondo al treno. Non capita tutti i giorni. continua la lettura »