Mastro Mundo
di Mauro Alan
Oggi alle ore 11,00 con replica alle 22,00
Puntata 1, su Radio Pereira.
Mauro Alan è il prodotto di un bel mix di vitalità, passione e metodo, qualità che non è frequente trovare in un giovane uomo di 25 anni. La passione – nel caso specifico – è per ritmi e percussioni del pianeta e anche oltre. Se i marziani percuotono ritmicamente le antenne, prima o poi ne sentirete parlare su “Mastro Mundo”.
Everardo Dalla Borsa
Oggi alle ore 11,00 con replica alle 22,00
Puntata 1, su Radio Pereira.
Everardo Dalla Borsa è uno strano personaggio che come un supereroe è stato segnato da una esperienza singolare (come per Obelix la caduta da bambino nel pentolone della pozione magica). Everardo – giovane comunista, idealista e ambientalista con una passione per Salvador Allende – invece che nel pentolone è caduto nella fascinazione per le brillanti corrispondenze dalla borsa di Milano (anni’80) di Everardo Dalla Noce generandosi così uno strano personaggio capace di osservare i fenomeni della borsa con uno sguardo critico e disincantato. Pereira
Lo scorso Natale ebbi la grande fortuna di essere invitato a pranzo dalla signora Rosanna.
Mi abbacinò lo splendore del suo coniglio al finocchio selvatico.
Ora la signora ha deciso di affidarmi la ricetta perché io possa rivelarla ai lettori di questo blog.
La consiglio vivamente, a Natale e non solo.
Torniamo ad occuparci di Damon Gough con la seconda e ultima parte dello speciale a lui dedicato. Nella puntata precedente avevamo lasciato il nostro Damon, sicuramente meglio conosciuto con lo pseudonimo di Badly Drawn Boy, alle prese con il meritatissimo successo del primo album “The Hour of Bewilderbeast”.
Dopo i fasti del promettente esordio si presenta immediatamente una ghiotta opportunità per Damon. The Weitz Bros, nella vita fratelli e registi, restano colpiti favorevolmente dal suo album di esordio e gli chiedono di comporre la colonna sonora dell’adattamento cinematografico di un libro di Nick Hornby. Si tratta di “About a boy”, uscito in Italia con il titolo di “un ragazzo”.
Damon non si lascia sfuggire l’opportunità e porta avanti il progetto facendo tutto da solo ed affidando la produzione del disco a Tim Rothrock, già produttore di artisti del calibro di Beck ed Elliott Smith.
Nel 2002 esce appunto la colonna sonora originale di “About the Boy” ed è subito un successo.
Il nome di Badly Drawn Boy, veicolato dalla potente spinta del film dei fratelli Weitz, diventa in breve tempo popolare ed apprezzato.
Ci ascoltiamo “Above you, below me” e molti di voi che hanno visto il film sicuramente la ricorderanno. Il video è girato a Bristol, nei locali della Magnet Chippie, uno store specializzato nella vendita di…patatine fritte. Decisamente un sistema originale per promuovere l’uscita di un album, isn’t it? continua la lettura »
Confesso che ne sono rimasto sorpreso.
Pensavo di essere più cattivo, più abbruttito dalle angherie del regime vigente voluto da B. e dai suoi complici, di destra e di sinistra.
Invece, vedere le riprese tv della aggressione a B. mi ha dato fastidio, nausea, come se ad essere colpita fosse una persona qualunque, non – insieme a Mussolini – il politico più egoista, manipolatore e antidemocratico della storia d’Italia.
E’ un buon segno, vuol dire che sono (siamo?) ancora capace di rifuggire la violenza anche quando colpisce una persona così cinica. continua la lettura »
Iniziare a raccontare la storia della chitarra elettrica è molto facile, perchè è uno strumento molto giovane e con radici ben documentate. Nasce nel 1951 a Fullerton nella calda e umida California dalle mani di un giovane elettricista già passato alla storia, perchè è morto nel 1990 e perchè ha inventato lo strumento musicale più suonato e celebrato degli ultimi 50 anni. Non vorrei qui mettere in discussione la paternità dello strumento, anche perchè altri si sono arrogati il primato, come Bigsby e Rickenbacker; vorrei essere fedele alla tradizione che attribuisce al buon Leo la paternità del primo modello, la Fender Esquire e dall’altra penso che lui ne abbia il diritto, visto che i sui modelli sono ancora tra i più diffusi e suonati anche oggi, a mezzo secolo di distanza.
Fender Esquire: una tavola di legno elementarmente sagomata, un microfono e una tastiera. Molti di voi staranno pensando ad un modello primitivo, drasticamente elementare e dall’aspetto obsoleto; e invece no. L’ Esquire è in tutto e per tutto identica alla Telecaster, ma senza microfono al manico. Sì, sto proprio dicendo che la prima chitarra elettrica è identica ad un modello utilizzato anche oggi da band come The Hives e Franz Ferdinand e che troviamo nella maggior parte dei dischi dei Rolling Stones, visto che è la chitarra preferita da Keith Richards, ma di questo parleremo in seguito. continua la lettura »
Stefano Fiorelli è uno di quei giovani esploratori di mondo che non si accontentano di conoscere l’oggi ma pretendono di sapere qualcosa del prima.
Questo traspare dal suo modo di affrontare la rubrica sulla storia della chitarra rock e la rende curiosa, interessante.
Ieri pomeriggio ero impegnato ad aiutare il bambino quattrenne della coppia di cui ero ospite a disegnare l’automobile da allegare alla lettera a Babbo Natale, in modo che questi consegnasse esattamente il ragalo desiderato, quando… qualcuno ha acceso Sky in un pacato pomeriggio domenicale.
Improvvisamente è apparso lui che gridava da un palco. Fortunatamente l’audio era muto ma l’effetto paradossale era l’amplificazione di quella comunicazione così fastidiosamente sopra le righe. E’ stato un flash: possibile che un’arroganza così pacchiana e insistita non solleciti la reazione sconsiderata di qualche esagitato? Ma ho subito scacciato il pensiero tornando a concentrarmi sui particolari dell’auto per evitare a Babbo Natale di fare brutta figura.
Poco dopo… una voce riferisce la notizia: hanno aggredito Berlusconi.
Premesso che il ricorso alla violenza fisica, così come a quella di altro genere, va condannato con durezza, ammetto di aver fatto una fantasia politicamente scorretta quando ho visto la didascalia “…era in cura da 10 a anni per disturbi mentali” pensando:
A chi si staranno riferendo?
Certo in questa Italia in crisi avremmo bisogno di tutto tranne che dividerci fra tifosi e detrattori di una sola persona. In questo clima il rischio che si generi una spirale violenta e imprevedibile è reale e per evitarlo occorrerebbero consapevolezza e valori morali, ma la crisi di questo paese è soprattutto morale, a tutti i livelli.
Per questo sono molto preoccupato.
Pare che la chiesa cattolica irlandese, scopra ora questi 2.500 (duemilacinquecento) casi fra il 1940 e il 1980 di abusi sessuali di preti su minori.
Pensate che in Italia i numeri siano diversi? Moltiplicateli per la popolazione.
Ma perché stupirsi? Per una indicazione vincolante per i religiosi a cui lavorò a suo tempo anche l’attuale Papa, la norma è che quando in una parrocchia si scopre che un prete abusa di bambini non viene assicurato alla giustizia, bensì viene trasferito in un’altra parrocchia. Dove abuserà di altri bambini, così via fino a quando maturerà la pensione.
Una metastasi.
I cattolici la chiamano Crimen sollicitationis, io la chiamo (oltre che metastasi sociale) sovversione, in quanto pretesa di sovvertire le leggi sello Stato a cui tutti si devono sottomettere, extracomunitari, clandestini e preti pedofili compresi.