Terra del Fuoco 8

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Punta Arenas 14 08 09

Punta Arenas.

Punta Arenas è un sole pallido, strade che declinano rapide verso il porto. Ex guarnigione militare, colonia penale(1848), Punta Arenas è il ricordo di un ritorno a casa. Sul molo, come se fosse il mio, quello di casa mia, aspetto. Forse la mia spiaggia, il mio mare.

Dove te ne vai dunque in giro per il mondo?
Sempre a casa.

F.

Sostieni Tabucchi!

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Come già da me anticipato è stato pubblicato l’appello per Tabucchi su Le Monde. Io ho già firmato, e con me BENNI, PENNAC, CAMILLERI MAGRIS, MAGRELLI, PAMUK, SARAMAGO, TRAVAGLIO.

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Questo l’appello di Le Monde:

Le democrazie vive hanno bisogno di individui liberi. Di individui coraggiosi, indipendenti, indisciplinati, che osino, che provochino, che disturbino. È così per quegli scrittori per cui la libertà di penna è indissociabile dall’idea stessa di democrazia. Da Voltaire e Victor Hugo a Camus e Sartre, passando per Zola e Mauriac, la Francia e le sue libertà sanno quanto tali libertà debbono al libero esercizio del diritto di osservare e del dovere di dare l’allarme di fronte all’opacità, le menzogne e le imposture di ogni tipo di potere. E l’Europa democratica, da quando è in costruzione, non ha mai cessato di irrobustire la libertà degli scrittori contro ogni abuso di potere e le ragioni di Stato.

Ma ora accade che in Italia questa libertà sia messa in pericolo dall’attacco smisurato di cui è oggetto Antonio Tabucchi. Il presidente del Senato italiano, Riccardo Schifani, pretende da lui in tribunale l’esorbitante somma di 1 milione e 300 mila Euro per un articolo pubblicato su “l’Unità”, giornale che, si noti, non è stato querelato. Il “reato” di Antonio Tabucchi è aver interpellato il senatore Schifani, personaggio di spicco del potere berlusconiano, sul suo passato, sui suoi rapporti di affari e sulle sue dubbie frequentazioni – questioni sulle quali costui è riluttante a dare spiegazioni. Porre domande sul percorso, la carriera e la biografia degli alti responsabili delle nostre istituzioni appartiene al necessario dovere di interrogare e alle legittime curiosità della vita democratica.

Intimidire una coscienza

Per la precisa scelta del bersaglio (uno scrittore che non ha mai rinunciato a esercitare la propria libertà) e per la somma richiesta (una cifra astronomica per un articolo di giornale), l’obiettivo evidente è l’intimidazione di una coscienza critica e, attraverso tale intimidazione, far tacere tutti gli altri. Dalle recenti incriminazioni contro la stampa dell’opposizione, fino a questo processo intentato a uno scrittore europeo, non possiamo restare indifferenti e passivi di fronte all’offensiva dell’attuale potere italiano contro la libertà di opinione, di critica e di interrogazione. Per questo testimoniamo la nostra solidarietà a Antonio Tabucchi e vi chiediamo di unirvi a noi firmando massicciamente questo appello.

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Appello “Pour Antonio Tabucchi”

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Antonio Tabucchi.E’ chiaro che ho un rapporto molto speciale con Antonio Tabucchi, ma non è per questo che vi segnalo questa notizia, è per la sensazione di sconforto che mi prende nel pensare alle figure che facciamo all’estero per aver smarrito in questo paese la linea che separa la democrazia dalla dittatura soft, anticamera di quella hard.
Infatti, il presidente del Senato, Renato Schifani, ha chiesto un risarcimento di 1,25 milioni di euro per un articolo pubblicato dallo scrittore sull’Unità.
Tabucchi sarebbe reo, secondo l’editore Gallimard di  aver interpellato Schifani sul suo percorso, la sua carriera e la sua biografia, cioè aver fatto “domande necessarie e avere curiosità legittime nella vita democratica”.
Gallimard pubblicherà quindi nei prossimi giorni su Le Monde un appello in favore di Antonio Tabucchi.
Il crimine di Tabucchi è di aver interpellato Schifani, personaggio centrale del potere berlusconiano, sul suo passato, sui suoi rapporti d’affari e le sue dubbie frequentazioni» continua Gallimard.”
«L’obiettivo – prosegue – è intimidire una coscienza critica e, attraverso questo caso, far tacere molti altri». Nell’appello, intitolato “Pour Antonio Tabucchi”, viene ricordato che «le democrazie hanno bisogno di individui liberi. Di persone coraggiose, indisciplinate, creative. Che sappiano osare, provocare, disturbare. È così per gli scrittori e per la libertà di scrittura, indissociabile dall’idea stessa di democrazia». L’editore parla infine delle recenti denunce contro la stampa, tra cui quella di Berlusconi contro Repubblica.
Antonio Tabucchi sarà presente il 5 dicembre a Roma al No-B-Day a cui anche Radio Pereira sarà presente con i suoi rappresentanti.

Rielaborazione di un articolo di  Anais Ginori su Repubblica di sabato 14 novembre 2009.

Terra del Fuoco 7

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Punta Arenas, Stretto di Magellano.
I fallimenti si uniscono e si lasciano trasportare in questa estrema parte del mondo.

Stretto di Magellano.

Come si fa ad essere uomini senza essere d’accordo?

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E’ un pezzo che in Italia non è più questione di destra e sinistra,
prima lo capiremo, più staremo al riparo dal rischio di accendere una guerra civile per proteggere gli interessi di una persona.

Pereira

PRESIDENTE, RITIRI QUELLA NORMA DEL PRIVILEGIO
SIGNOR Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul “processo breve” e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei.

Con il “processo breve” saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l’unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia.

Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. E’ una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà più speranze di giustizia.

ROBERTO SAVIANO

Saviano come Rushdie?

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Salman Rushdie.Quando Salman Rushdie fu costretto a vivere nascosto e sotto scorta perché inseguito da una fatwa per aver scritto “I versetti satanici”, libro che non piaceva al leader religioso dello stato iraniano, l’ayatollah Khomeini, cosa pensavamo? Che i mandanti della fatwa e i sicari che lo braccavano erano dei pazzi sanguinari, giusto? Una mostruosità, ai nostri occhi.
Ora Saviano vive esattamente così, nascosto, protetto, braccato – e lo dovrà fare per sempre, al contrario di Rushdie. A differenza di Rushdie però, a braccare Saviano non è uno Stato con un territorio e leggi proprie…
o forse si?

Pereira

Terra del Fuoco 6

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Verso Punta Arenas, Patagonia cilena

Punta Arenas.

Terra del Fuoco 5

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Rio Gallegos 12 08 09

Rio Gallegos.

Rio Gallegos è fango e polvere, boom petrolifero e strade che non portano da nessuna parte. Impero dei Kirshner, peluquerie ad ogni angolo di strada, Bruce Chatwin che passeggia lungo avenida San Martin tenendo in mano Los Vengadores de la Patagonia Tragica. Imposte sbattute dal vento, vento, squarci di sole, pioggia battente, un bagno troppo piccolo, un autobus per Punta Arenas, città di confine, nuova frontiera, un’alba che sembra tramonto, tempesta nella notte. Un abbraccio prima di partire.

Federico

A volte i miracoli accadono

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Roberto Saviano.A volte i miracoli accadono,
ho assistito ad uno di questi eventi ieri sera, stando davanti alla TV.
C’era Roberto Saviano che parlava delle cose per cui vive – troppo facile per Pereira dire che ha parlato di “resistere al brutto” – e lì, in quel momento, quelle tre ore si sono trasformate in un miracolo: la trasfigurazione della TV.

Per una sera la TV è diventata altro rispetto all’abbruttito strumento di controllo dell’opinione delle fasce sociali meno attrezzate e dotate di funzione critica. E’ diventata strumento di partecipazione collettiva, emozione condivisa, riflessione di ognuno sulla natura umana e sul sentimento di giustizia.

A proposito delle storie che andava raccontando, Saviano ha più volte usato la frase “questo testo è più potente della nitroglicerina”. Troppo modesto, quella funzione esplosiva (per il potere, anzi per chi ne abusa in modi criminali) ieri sera è stata esercitata proprio da lui, dalla sua straordinaria passione e credibilità e dalla sua geniale intuizione, quella di mostrare gli elementi comuni a tutte le vittime (gli abitanti dei paesi e delle città controllate dalla camorra, i prigionieri dei gulag sovietici, gli oppositori delle dittature di Ahmadinejad oggi e di Francisco Franco ieri) e a tutti i carnefici (i camorristi, i dittatori). Infatti è qui in Italia che questa bomba mediatica è esplosa, sia nelle terre di camorra e mafia e ‘ndrangheta che nel resto del paese (certo non immune da infiltrazioni).

Saviano ha detto ai suoi compaesani e a tutti gli italiani: voi guardate i cittadini degli stati totalitari come degli schiavi. Ebbene, lo siete anche voi.

Pereira

Siamo cittadini o tifosi?

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Avevo pudore a riprendere l’argomento, ma la cronaca di queste settimane mi costringe inesorabilmente a tornarci.

tifosi-del-pdlQuesta foto ci aiuta forse a capire meglio cosa sta accadendo in Italia in questi anni, ci aiuta a farci una domanda: vediamo tifosi esultanti sugli spalti, viene da chiedere che partita si stia giocando Lodo Alfano, Berlusconi: “Consulta sleale“.

Nessun incontro di calcio, questo tifo è per un Presidente del Consiglio di uno stato europeo che ha appena accusato di slealtà e parzialità la Consulta Costituzionale del proprio paese, rea di aver bocciato come incostituzionale la legge Alfano. L’approvazione di tale legge avrebbe negato il principio fondante di ogni democrazia che vuole TUTTI i cittadini UGUALI di fronte alla legge.
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