Che cos’è un lapsus?
TweetI puntini sulle “i”
Lapsus è una parola latina e significa scivolone.
Freud rese popolare questo termine – lapsus freudiano – utilizzandolo per riferirsi ad eventi quotidiani in cui si dice per sbaglio una cosa che intimamente si pensa ma appare inconfessabile o sconveniente. Freud ci spiega che in fondo un lapsus è una confessione, il prevalere di una parte profonda, tenuta generalmente a bada dalla censura. Quando per circostanze diverse la censura si indebolisce il contenuto fin lì censurato, trova una breccia e sfocia nel lapsus.
Secondo la teoria psicoanalitica di Freud, il lapsus non è casuale, ma rappresenta la manifestazione di un desiderio inconscio che affiora e trova così soddisfacimento.
Come nel caso dei motti di spirito o dei sogni, Freud sostiene che i contenuti che l’inconscio esprime attraverso i lapsus sono, in generale, di natura sessuale, anche se non sempre evidente dal loro contenuto apparente.
Ora… che dire della ammissione di Berlusconi di aver speso 200 milioni di euro per pagare i giudici?
E di quella di Dell’Utri di essere mafioso?


Richiedo intervento per il puntino sulla “i”.
Si assiste da un po’ ad un fenomeno di cui il giornalismo italiano è affetto: il “polismo”.
- vallettopoli (città delle vallette?)
- calciopoli (città del calcio?)
- tangentopoli (città delle tangenti?)
Mi chiedo se non derivino dall’ “usanza” americana di coniugare ogni affair che sconvolge i mass media (e la politica in primis) con un “gate” finale… anche qui la derivazione rimanda al celebre “Scandalo Watergate” che così venne chiamato dal nome dell’Hotel in cui tutto avvenne.
Ed ecco nascere Sexigate, dallo scandalo Lewinski.
Ma tutti questi (finti) neologismi, oltre che impropri, non rischiano di confondere lo spettatore medio su ciò che effettivamente questi termini segnificano e vorrebbero significare?
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