A sud di cosa

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Rubrica: Mi manda Pereira

Andrea Marzi e Cristina Monti.Diavoli di Quilombi!
Vi avevo già parlato di questi orgogliosi e giovani resistenti, creatori di uno spazio commovente per la sua semplicità e genuinità. Il “Quilombo” è a Pesaro e si trova in un ex laboratorio di fabbro con il tetto rattoppato, in una zona del tutto improbabile per uno spazio culturale. In quella prima occasione avevo avuto la fortuna di assistere al bel concerto di un loro amico, Cesare Picco, un pianista che aveva suonato in una luce bassa, irreale, dando vita a momenti molto intensi.
Ora i Quilombi hanno tirato fuori un’altra piacevolissima sorpresa.
Sabato 24 ottobre 2009 è andata in scena, infatti, la prima di uno spettacolo di un artista semisconosciuto (a differenza di Picco che non è molto noto in Italia ma ha scalato le classifiche discografiche giapponesi) tale Andrea Marzi.

Marzi al Quilombo in: A sud di cosa.Lo spettacolo si chiama “A sud di cosa” e l’autore dichiarava prima del debutto di voler “parlare del sud visto, ascoltato e odorato con i miei sensi, sia di quello di cui non c’è da essere orgogliosi che di quello che regala bellezza e grandezza senza chiedere niente in cambio.”
La cosa che mi incuriosiva oltre a questa gustosa premessa, era la formula, quella di un teatro-canzone assai diverso dal modello del progenitore Gaber. Infatti Marzi – a differenza del Maestro che si atteneva rigorosamente a testi e canzoni di produzione propria – sembrava, nel programma annunciato, spaziare fra autori e situazioni di origine molto diversa, sia per la parte teatrale che per le canzoni scelte, come pescando dal baule di un trovarobe.
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Terra del Fuoco 4

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Quante Patagonie sulla nostra strada? Oggi ne ho attraversata una. O forse no.

Sulla strada della Patagonia.

Terra del Fuoco 3

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Puerto San Julian 10 08 09

Baia San Julian: molo.

Abbaiare di cani, abbaiare di cani. Non un solo passo. Un vecchio pontile di legno. Un relitto di una barca fa pensare di essere approdati qui centinaia di anni fa. Unico sopravvissuto.
Puerto San Julian, affacciato sulla baia San Julian, per me ultimo posto al mondo. Qui mi abbandono e non cerco altro.
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Terra del Fuoco 2

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Puerto Madryn 09 08 09

Puerto Madryn.

1171 km, 21 ore di autobus, un ponte di 300 metri che divide per un breve tratto il Golfo Nuevo ed ecco che vedi danzar balene.

Quando arrivi a Puerto Madryn devi subito imparare una nuova linea guida… non fare e cercare nulla. Tu sei qui, non serve sapere altro.

Ho disdetto intanto la camera dell’hotel. Prenderò l’autobus notturno per Puerto San Julian, considerato la culla della storia patagonica. E’ qui che nel 1520 sbarcò Magellano, primo uomo bianco a mettere piede su questa terra.

Un uomo dai lineamenti indio, capelli neri raccolti, passa sotto l’insegna “parrilla argentina” . Forti raffiche di vento atlantico spazzano rua Marcos A. Zar ormai deserta.

Federico

Che cos’è una escort? Parte quarta

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Silviescu come causa e come effetto

Siamo troppo dentro alla realtà quotidiana per renderci conto di cosa sta accadendo in Italia, di cosa sta accadendo a tutti, indipendentemente da età, condizione sociale, convinzioni politiche. E’ per questo che si stanno occupando dell’Italia i giornali stranieri, perché da fuori è più facile osservare un fenomeno che da dentro.
Mai prima d’ora in un paese occidentale è accaduto che una sola persona avesse – per il sommarsi di potere politico, economico, mediatico e per una oggettiva disponibilità tecnologica di diffusione delle informazioni – tanta capacità di influenza e invadenza nei confronti del mondo economico e culturale di un paese.
Mai prima d’ora una persona è stata così presente nello stesso momento in tanti aspetti della vita di una nazione.
Questo spiega perché mi occupo così spesso degli effetti perversi di quella invadenza che rende questo paese così poco somigliante a una democrazia.

Oggi mi occuperò in particolare di uno di questi effetti, che come sempre è solo una parte nella quale però si possono scorgere i riflessi del resto, come quando si guarda una palla decorativa per l’albero di Natale e ci si vede riflesso il resto della stanza.

Ebbene, qualche giorno fa una lettrice che si firma LaRicercatrice scriveva
“…gli effetti devastanti che lo sfruttamento dell’immagine femminile ha avuto sulle donne stesse. Perché nessuno parla di questo sfruttamento? Ridurre ad una macchietta porno la donna per rendere redditizia la TV commerciale?”
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Viaggio nella Terra del Fuoco

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Dopo Mongolia, Cuba e L’Aquila,
sono fiero di pubblicare il quarto reportage di Federico Tamburini,
ennesimo viaggio – fra realtà e poesia – di questo viaggiatore d’altri tempi.
Abbiamo già detto tutto, anche del fatto che fotografi di questo livello in un altro mondo
avrebbero ben altre ribalte rispetto ad un piccolo e orgoglioso sito di resistenza umana e civile, ma le cose vanno così.
Auguro a tutti un emozionante viaggio con Federico nella Terra del Fuoco,
dietro alle orme che ha voluto spedirmi, spedirci.

Pereira

Viaggio nella Terra del Fuoco 1

Buenos Aires 07 08 09

Buenos Aires ti accoglie come una vecchia amante che non vedi da tempo: fredda, svogliata, con l’animo propenso alla vendetta.

Con un cartoccio di mandorle calde tostate entro alla Estacion Retiro. Forte è la sensazione di avere alle mie spalle A. Giuliani, già compagno di “avventure” argentine… mi volto, lui non c’è. Condividere è sopra ogni cosa.

Nel frattempo ho comperato il biglietto per il mio primo autobus, direzione Puerto Madryn, 1371 chilometri a sud di Buenos Aires, affacciato sul Golfo Nuevo sulla costa atlantica; dal porto di Puerto Madryn si possono scorgere le balene franche australi che arrivano nei mesi invernali per accoppiarsi e partorire. Ecco, sapere di essere diretto lì mi rasserena con il mondo.

Patagonia, Terra del fuoco, il mio quarto paese freddo.
Il viaggio deve ancora cominciare.

Che cos’è un lapsus?

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I puntini sulle “i”

Lapsus è una parola latina e significa scivolone.
Freud rese popolare questo termine – lapsus freudiano – utilizzandolo per riferirsi ad eventi quotidiani in cui si dice per sbaglio una cosa che intimamente si pensa ma appare inconfessabile o sconveniente. Freud ci spiega che in fondo un lapsus è una confessione, il prevalere di una parte profonda, tenuta generalmente a bada dalla censura. Quando per circostanze diverse la censura si indebolisce il contenuto fin lì censurato, trova una breccia e sfocia nel lapsus.
Secondo la teoria psicoanalitica di Freud, il lapsus non è casuale, ma rappresenta la manifestazione di un desiderio inconscio che affiora e trova così soddisfacimento.
Come nel caso dei motti di spirito o dei sogni, Freud sostiene che i contenuti che l’inconscio esprime attraverso i lapsus sono, in generale, di natura sessuale, anche se non sempre evidente dal loro contenuto apparente.
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Che cosa è un lodo?

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I puntini sulle “i”

Il lodo è tecnicamente un arbitrato in cui soggetti terzi rispetto alla controversia, detti arbitri (normalmente scelti dalle parti) si pronunciano in un lodo, che contiene il verdetto ritenuto più giusto riguardo alla controversia.

In politica si dice di alcune leggi che intervengono per bloccare dei processi, ma trattandosi appunto di leggi, vengono a mancare i presupposti per definirli lodo essendo opportuno mantenere questo termini per ambiti meno solenni e istituzionali e perché la dignità di una legge dovrebbe sfuggire alla dimensione di una specifica controversia, ambiguità purtroppo generata dalle leggi ad personam.

Habana Libre, Pesaro dal 10/10 al 22/11 2009

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Habana Libre, di Federico Tamburini.

Oggi è un gran bel giorno

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Oggi è un gran bel giorno, non solo per gli avversari politici di Berlusconi, ma per tutti coloro che desiderano vivere in uno Stato di Diritto.
La cosa che dovrebbe spaventare è che la Corte Costituzionale non ha bocciato una legge del genere all’unanimità.
Ciò non ostante, si deve gioire perché un vincitore c’è e si chiama Costituzione, con lei hanno vinto coloro che l’hanno voluta, che l’hanno scritta e che sono morti per lei.
Evviva.

Pereira

Art. 3 della Costituzione Italiana
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

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