Il 4 marzo 2009 scrissi un articolo, una recensione su un film imperdibile per la sua bellezza, ricchezza e profondità di temi, avevo intitolato quel post “Un film che ci ricorda i nodi irrisolti” e ora è necessario fare una chiosa.

Dicevo nella recensione che non era un caso che il film fosse tratto dal libro di un tedesco, e apprezzavo il percorso che quel popolo è stato capace di fare ripartendo dalla costruzione di una linea che separa il bene dal male.

I giornali di mercoledi 2 settembre riportano una data storica, quella in cui Angela Merkel, a proposito dell’invasione della Polonia iniziata col bombardamento a sangue freddo di Danzica, dice “Causammo dolori indicibili”.

Ho la sensazione che in Italia non ci si renda conto di quanto noi stiamo pagando l’incapacità di fare lo stesso. Anche ciò che stiamo vivendo nei giorni del delirio senile del premier italiano è un dazio che continuiamo a pagare – come paese – alla mancata resa dei conti post Liberazione. Non parlo di regolamento di conti a base di esecuzioni capitali, ma di riflessione collettiva della classe politica e di quella vasta parte di popolo che sostenne il fascismo, che non fu mai capace di pensare e di pronunciare le parole della Merkel. E’ solo da una iniziativa del genere che avrebbero potuto anche da noi pronunciarsi delle scuse per il male fatto e chiarirsi i rapporti. Ciò avrebbe consentito la condivisione di un’etica e di una storia nazionale.

Tutto ciò non e mai accaduto e quel che è peggio è che pochissimi hanno coscienza di quanto sia fondamentale questo punto. Il solo Fini ha fatto un tentativo del genere, ma senza dare l’impressione di avere dietro schiere di italiani.

Così, con questo handicap pesante, continuiamo a muoverci come popolo e – in gran parte – come persone singole, con una morale bacata dall’assenza di una riga netta con un di qua e un di là. Ecco perché i miei amici tedeschi mi prendono affettuosamente in giro quando dicono che uno come B. da loro non potrebbe fare il premier. Sanno di cosa parlano, e lo sanno tutti assieme, a destra e a sinistra.

Pereira