TEMI CALDI: Governo Monti - La Lega fa crack - Fado

“Mi piego, ma non mi spezzo”

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Le parole sono importanti » n°9

22.

«Quando vedi il nemico pronto, preparati contro di lui; ma evitalo, dove è forte.»

Sun Tzu, L’arte della guerra

Fuggire. Dal greco pheỳgein, onde phygè (=fuga) a cui viene dai filologi assegnato per origine una radice bhug (greco phug latino fug) che significa “piegarsi, curvarsi, evitare” che si ritrova nel sanscrito Bhug’ati (=piegare), bhug’a (=curva).
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Una vita da Roman(zo)

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Ivan il Terribile » n°26

Basta! Non ne posso più dei film che mi tocca guardare al cinema (ultimamente tutti piuttosto mediocri e i pochi intriganti non arrivano per problemi distributivi) e allora me ne scrivo uno da solo; voglio che sia un drammone in cui non manchi nulla, la storia di una persona lunga un’intera vita.

Vediamo un po’ da dove iniziare… il protagonista è un ragazzino che perde la madre in un campo di concentramento nazista e che si salva per miracolo grazie al padre che lo consegna a una famiglia cattolica.

Be’, direi che come inizio non c’è male; ho già conquistato la simpatia di critica e pubblico, ma me la voglio giocare subito…e allora facciamo che si sposa, il matrimonio è un fallimento, ma poi ha una seconda chance e stavolta le cose vanno meglio, tanto che la magnifica coppia è in attesa di un bambino…

a questo punto devo trovare una nuova svolta tragica… continua la lettura »

Nasce l’Associazione Vittime delle brutte cover di De André

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Associazione Vittime delle brutte cover di De AndréTwitter è un aggeggio interessante che per quanto in forma imperfetta ti permette di misurare il mondo. E di capire dove ti trovi. Non che sia sempre obbligatorio e decisivo, ma ti offre una modalità istantanea che intriga e può sorprendere.

Ieri sera mi ero messo a vedere #QuelloCheNonHo di cui avevo perso la puntata del giorno prima e mi sono subito trovato a twittare sulla bruttezza della cover di Capossela che faceva il brano di De André alla greca, come gli stranieri superficiali fanno l’Italia coi mandolini facendoci arrabbiare. Imbarazzante. Va bè, io ce l’ho un po’ con Capossela che non sento mai impegnato a far capire le parole delle sue canzoni. Faccio un tweet in tono e scopro di essere sommerso da twittologi entusiasti. Trovo una sola eccezione: lo scrittore Michele Dalai. continua la lettura »

Kafka o YouPorn? Questo è il problema

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100 grammi » n°16

«È meglio fare la cosa più piccola del mondo piuttosto che considerare mezz’ora del nostro tempo come una cosa da nulla »

Tempo fa in treno incontrai un tipo; non so come ma finimmo a parlare di libri. Non era quello che si può definire un lettore forte ma aveva buona volontà. A un certo punto gli chiesi se avesse mai letto La metamorfosi di Kafka; mi rispose che i libri troppo lunghi non riusciva proprio a leggerli. «Mio caro» risposi «oggi è il suo giorno fortunato, deve infatti sapere che uno dei più grandi capolavori del novecento consiste di sole 70 pagine e il suo peso è di appena 90 grammi.» Ricordo ancora la sua bocca spalancata.
Ma ora veniamo a noi. continua la lettura »

Una leggenda metropolitana: Renzo Bossi e l’inno albanese

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Distorsioni » n°22

Ogni lunedì leggiamo, analizziamo, commentiamo i fatti di cronaca e i grandi temi dell’attualità politica e sociale con un “editoriale”, o meglio una “distorsione”, facendo parlare una canzone, un autore o un album.

L’inno albanese da un punto di vista musicale è come molti inni altri inni un caso di riuso.

Molti paesi hanno lo stesso inno da un punto di vista musicale ma con parole originali, oppure usano proprio l’inno di un altro paese. Ad esempio l’inno nazionale del Ragno Unito, God Save the Queen, è anche l’inno nazionale di Nuova Zelanda, Australia, Canada e Giamaica mentre l’Inno alla Libertà è l’inno nazionale di Cipro ma anche della Grecia.

Ci sono moltissimi altri esempi e curiosità legate a varie ragioni di natura storica e politica (vedi il nostro che è ancora tecnicamente considerato “provvisorio”). continua la lettura »

Un giorno che rimane nella storia

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Sotto il cielo del fado » n°86

Ho letto con grande attenzione vicina all’entusiasmo la splendida recensione che l’amico “salentino trapiantato a Lisbona“ Marcello Sacco ha scritto nel sito “Sul romanzo“ riguardo a un libro già più volte citato: “Il fado. Storia e cultura della canzone portoghese“. L’autore è Rui Vieira Nery, che oltre a essere uno studioso e docente universitario fra i più accreditati nell’universo fadista, è figlio di quel Raul Nery che fu uno dei guitarristas favoriti di Amalia Rodrigues. continua la lettura »

Stracult

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Ivan il Terribile » n°26

Che fate il lunedì sera? Io suggerisco a tutti i cinefili di sintonizzarsi su Raidue, dove alle 23.30 circa va in onda Stracult (a casa) di Marco Giusti; provo a darvi 10 buoni motivi per non perderlo:

1- È uno dei pochissimi programmi che si occupa di cinema sul piccolo schermo; l’alternativa è il terribile Cinematografo di Gigi Marzullo con i suoi ospiti ingessati fra cui spicca l’antipaticissima Anselma Dell’Olio, giustamente sbeffeggiata per la sua ruffianaggine proprio nel programma di raidue. Peraltro il re dei raccomandati va in onda ad un orario assurdo, il sabato notte in contemporanea con Fuori Orario di Enrico Ghezzi

2- Tanto il lunedì sera molti cinema sono chiusi e, dopo il week-end di folli visioni, al cinefilo non resta da far altro che adagiarsi sul divano.

3- Probabilmente è l’unico programma nella storia della tv mondiale presentato da un balbuziente (Marco Giusti nella fattispecie) e, come se non bastasse, assolutamente non bello; uno schiaffo a tutte le teorie sul “bravo presentatore”: un altro mondo è possibile!

4- Al suo interno riesce a risultare simpatico anche Paolino Ruffini, insopportabile nei cinepanettoni  e negli altri programmi da lui condotti (sin dai tempi in cui faceva il vj su Mtv); il motivo è semplice: Paolino è un vero appassionato (e gran conoscitore) di cinema e in questo contesto riesce a essere “naturalmente” divertente. continua la lettura »

Dove sono finiti i cattolici – Parte II

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A proposito di http://www.radiopereira.it/2012/04/dove-sono-finiti-i-cattolici.html la nostra affezionata lettrice mi sollecita commentando:

Caro Pereira,

credi davvero che gli esempi che hai riportato rappresentino la sostanza dell’essere cattolici? In ogni situazione ci sono le derive ed i mercenari, ma questi non sono mai rappresentativi dei valori di cui portano, molto indegnamente, la bandiera. Questo vale anche per i cattolici.

Mi piacerebbe un confronto sui valori e sugli ideali e non una lapidazione di un gruppo a partire dagli errori di alcuni suoi componenti. Non credo che esista nessuna categoria “perfetta”. Nemmeno i cattolici.

Cara Blade Runner, continua la lettura »

La famiglia secondo Jonathan Franzen e Alice Munro

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Sognalibro - Libri Paralleli » n°28

Da un lato c’è Alice Munro, dall’altra Jonathan Franzen. Lei è canadese, lui è americano. Lei è una donna, Lui è un uomo.

Entrambi raccontano i lati oscuri delle famiglie.
Entrambi ci spiegano come a volte non esistano correzioni ai legami familiari.

Cosa mi consente di paragonare l’autore de “Le Correzioni” alla creatrice di “Nemico, Amico, Amante”?
Una cosa sola: la sensazione provata del leggere i loro libri.

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Le urne certificano il suicidio dei partiti

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Ero stato facile profetprevedendo la vittoria di Grillo e la sconfitta dei partiti che nonostante il crollo dei votanti – evidente segno di disaffezione alla politica e incapacità rappresentativa dei partiti stessi – tirano dritto sul finanziamento pubblico come se non ci fosse stato un calo dei votanti dal 7 al 10%.

Inoltre hanno la faccia di bronzo – loro – di riferirsi ad altri col termine di “antipolitica”.

Sono curioso di vedere cosa farà il primo sindaco a “5 Stelle” di Grillo, ma ancor più probante sarà vedere se usciranno altri sindaci dai ballottaggi in centri più grandi, primo fra tutti Parma, in cui il partito di Berlusconi è scomparso e la partita la giocheranno il grillino Pizzarotti e l’uscente Presidente della Provincia Bernazzoli.

La mia più grande perplessità di fronte al “Movimento 5 Stelle” sta proprio nei dubbi sulla preparazione dei candidati, esperti nella contestazione e nel correre e nell’affondare il coltello nelle magagne che molti politici chiamano “politica” ma – temo – non avvezzi alla amministrazione. continua la lettura »

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